"Quando arrivai dal Dr. Daniele Barbieri, ero l’unico Master Sport Classe Internazionale di Kettlebell Lifting categoria 70kg in Italia, avevo vinto una volta il Campionato del Mondo di Long Cycle. Ero un atleta già formato ma ero pieno di dubbi: "Perché mi capitava di avere mal di schiena?"
Avevo sezionato chirurgicamente la tecnica del mio sport, ed era davvero ottima, il mio mal di schiena non poteva risultare da un problema tecnico. Prima di ogni allenamento facevo quello che ritenevo essere un ottimo riscaldamento: Foam roller (ovunque), stretching e mobilità (indiscriminatamente) prima e dopo le sedute, eppure, senza preavviso, e senza apparente ragione, mi capitava di sentire un dolore che mi costringeva a star fermo almeno una settimana.
Quando un atleta si ferma una settimana, gliene servono altre 2 dopo per tornare al punto precedente allo stop, quindi perde 3 settimane di preparazione.
L’idea di perdere 3 settimane di preparazione da un lato mi terrorizzava, dall’altro mi faceva impazzire di rabbia, e comunque, ero preoccupato per eventuali danni strutturali dato che avevo una storia di infortuni passati.
La prima volta che ebbi mal di schiena avevo 26 anni, iniziai a fare stacco da terra senza che nessuno me lo avesse insegnato, mi feci male.
Mi feci male altre volte con lo Squat, durante due corsi di formazione, perché me lo fecero fare pesante, senza darmi indicazioni.
Poi in un circuito con 80 pistol squat jump tuck, fermo un mese.
Ma l’evento più invalidante fu dopo il Mondiale di Long Cycle del 2013, avevo 30 anni, sentii qualcosa alla zona lombare mentre gareggiavo. Pensavo che non fosse niente di che, la solita contrattura che passa facendo stretching.
Nei 45 giorni successivi mi allenai sempre, pesantemente. Un giorno di questi alla fine dell’allenamento cercai di allungare la zona lombare con lo stretching - risultato: il giorno dopo camminavo a fatica. Quello successivo mi allenai ancora e per calmare il dolore cercai di aumentare la mobilità nella zona lombare: il giorno seguente ero piegato dal dolore. In un giorno riuscivo a recuperare a sufficienza, mi scaldavo e ripartivo finchè ad un certo punto, mentre mi allenavo sentii qualcosa dietro. Sapevo che non era un buon segno, ma il mio background nelle arti marziali mi spingeva in avanti come mi aveva insegnato il mio Maestro. "Il dolore non ti deve fermare, devi andare oltre, niente al mondo deve fermarti perché potrebbe essere questione di vita o di morte, in guerra non puoi permetterti di fermarti". Le arti marziali tradizionali sono così. Avevo questo esempio in mente, e quello dell’allora mio Maestro di kettlebell che non si è fermato in pedana finché non è quasi morto (non scherzo, aveva un’infezione che l’ha quasi ammazzato). Sentii quel dolore e pensai: Oleh non si fermerebbe. Feci la ripetizione successiva ed i kettlebell caddero da un metro di altezza.
Una coltellata nella schiena, come non l’avevo mai sentita. Mi sdraiai a terra e rimasi lì 20 minuti steso sul fianco.
Ci misi un po’ per rialzarmi. Nelle settimane successive non potevo legarmi le stringhe, non potevo piegare collo, ero un pezzo di legno e cercavo di migliorare la situazione facendo stretching. Mi allenavo anche in fase acuta, perché alcuni movimenti, come lo squat e lo snatch non mi davano fastidio, ma ci volle un mese prima di potermi riallenare come prima.
Dopo quell’evento, solo piccoli episodi, che avevo provato a tamponare con tutti i possibili rimedi: Osteopata, Massofisioterapista, RPS, Massaggi. Un sacco di manovre con rumori agghiaccianti, a volte trattamenti dei quali non capivo il senso ne tantomeno se il tizio stese facendo qualcosa o meno. Alla fine non cambiava niente, tranne uno sporadico sollievo momentaneo.
Tutto si risolveva da solo, come era venuto, andava via.
Andavo comunque a priori una volta la mese a fare RPG, vicino alla gara anche una volta alla settimana, ma era diventato più un rituale scaramantico che altro. Potevo scaldarmi quanto volevo, ma poteva darsi che la schiena si rompesse senza il mi IMO indizio. Da un lato, era ingestibile ed imprevedibile ma dall’altro mi era stato insegnato che se lavori coi sovraccarichi, se ti alleni tanto, tantissimo, è inevitabile avere dei dolori, devi conviverci, e cosi mi ero abituato ad affrontare il mio sport.
Non credevo di aver bisogno di aiuto.
Poi un giorno, accompagnai la mia ragazza che aveva dolore cronico, da 20 anni ormai, dal Dr. Barbieri. Durate la visita le disse una cosa che fu per me illuminante, banale forse, ma per me non lo fu affatto, disse: "Allenarsi con il dolore, non è normale!" Fu come se in un istante il maleficio cui ero preda si fosse incrinato ed adesso ero sveglio, vedevo. Presi un appuntamento e chiesi al Dottore se potevo portare con me i kettlebell per fargli vedere un allenamento pesante. Volevo che valutasse i miei movimenti, avevo messo tutto in discussione e gli dissi: "Se ritieni che questo sport sia dannoso, smetto". La visita fu lunga, dettagliata, minuziosa, come piace fare le cose a me. I test che mi fece insieme con quelli dei suoi trainer furono altamente specifici, accurati, metodici.
Dopo il mio allenamento la sentenza fu chiara:
"Francesco, il problema della tua schiena è: la tieni nella posizione corretta solo quando sei in pedana. Ho osservato i tuo movimenti da quando sei arrivato in studio e ogni volta che ti muovi, fai partire il movimento dalla schiena ricreando un meccanismo infortunante". Era il maggio del 2017, il Dottore ed i suoi trainer mi somministrarono una cura basata su: Igiene spinale, per ripulire il movimento dagli errori che commettevo Rieducazione motoria, per imparare a generare movimento dalle anche tenendo la lombare ferma Esercizi per il core, specifici per la mia situazione. Feci tutto alla lettera. Ogni giorno che Dio mette in terra faccio quello che mi ha detto il Dottore. Ad ottobre 2017 vinsi per la seconda volta il mondiale di Long Cycle. A marzo 2018 ai campionati italiani sono stato il primo atleta a totalizzare una ripetizione per chilo corporei nel long cycle, 67 kg di peso, 67 ripetizioni.
Oggi sto preparando il Biathlon e non ho mai più avuto dolore alla zona lombare. Il Dottore mi ha fatto capire il motivo per cui mi ero fatto male, ogni volta.Abusavo delle flessioni lombari, le facevo davvero ogni volta che mi muovevo. Mi riposavo in posizioni errate, sempre in flessione. Generavo il movimento dalla zona lombare e non dalle anche. Per avere sollievo allungavo la muscolatura che invece dovrebbe stabilizzare bacino e zona lombare. Igiene spinale, educazione motoria, allenamento per il core, sono state la soluzione che tutt’ora mi rende un atleta d’acciaio!"